| Biografia "G. Mazzini" |
| Scritto da Lucia Difonzo |
| Mercoledì 12 Maggio 2010 15:48 |
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Monumento a Giuseppe Mazzini, accanto a Palazzo Doria-Spinola, sede della Prefettura, a piazza Corvetto (Genova) Nato da Giacomo, medico e professore di anatomia, originario di Chiavari e personaggio attivo nella politica ai tempi della Repubblica Ligure ed in epoca napoleonica, e da Maria Drago, nel 1820 a soli 15 anni fu ammesso all'Università degli Studi di Genova; avviato in primo tempo agli studi di medicina, passò poi a quelli di legge. Sei anni dopo, nel 1826, scrisse il suo primo saggio letterario, Dell'amor patrio di Dante, pubblicato poi nel 1837. Il 6 aprile del 1827 ottenne la laurea in Utroque Jure. Nello stesso anno divenne membro della carboneria, della quale divenne segretario in Valtellina. La sua attività rivoluzionaria lo costrinse a rifugiarsi in Francia, a Marsiglia, dove organizzò nel 1831 un nuovo movimento politico chiamato Giovine Italia. Il motto dell'associazione era Dio e popolo e il suo scopo, era l'unione degli stati italiani in un'unica repubblica con un governo centrale quale sola condizione possibile per la liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri. Il progetto federalista infatti, secondo Mazzini, poiché senza unità non c'è forza, avrebbe fatto dell'Italia una nazione debole, naturalmente destinata a essere soggetta ai potenti stati unitari a lei vicini: il federalismo inoltre avrebbe reso inefficace il progetto risorgimentale facendo rinascere quelle rivalità municipali, ancora vive, che avevano caratterizzato la peggiore storia dell'Italia medioevale.[1] L'obiettivo repubblicano e unitario avrebbe dovuto essere raggiunto con un'insurrezione popolare condotta attraverso una guerra per bande. Mazzini fondò altri movimenti politici per la liberazione e l'unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa. Per quanto attiene al movimento denominato La Giovane Europa essa fu la più grande concretizzazione del suo pensiero di libertà delle nazioni. In questa occasione egli estende dunque il desiderio di libertà del popolo (che si sarebbe attuato con la repubblica) a tutte le nazioni Europee. Essa viene fondata nel 1834 presso Berna in accordo con altri rivoluzionari stranieri. Il movimento ebbe anche un forte ruolo di promozione dei diritti della donna, come testimonia l'opera di numerose mazziniane, tra cui Giorgina Saffi, la moglie di Aurelio Saffi, uno dei più stretti collaboratori di Mazzini e suo erede per quanto riguarda il mazzinianesimo politico. Mazzini continuò a perseguire il suo obiettivo dall'esilio ed in mezzo alle avversità con inflessibile costanza. Tuttavia, nonostante la sua perseveranza, l'importanza delle sue azioni fu più ideologica che pratica. Dopo il fallimento dei moti del 1848, durante i quali Mazzini era stato a capo della breve esperienza della Repubblica Romana insieme ad Aurelio Saffi e Carlo Armellini, i nazionalisti italiani cominciarono a vedere nel re del Regno di Sardegna e in Camillo Benso conte di Cavour le guide del movimento di riunificazione. Ciò volle dire separare l'unificazione dell'Italia dalla riforma sociale e politica invocata da Mazzini. Cavour fu abile nello stringere un' alleanza con la Francia e nel condurre una serie di guerre che portarono alla nascita dello stato italiano tra il 1859 e il 1861, ma la natura politica della nuova compagine statale era ben lontana dalla repubblica mazziniana. Mazzini non accettò mai la monarchia e continuò a lottare per gli ideali repubblicani. Nel 1870 fu recluso nel carcere militare di Gaeta e costretto all'esilio, ma egli riuscì a rientrare sotto il falso nome di Giorgio Brown a Pisa, il 7 febbraio del 1872. Qui visse nascosto nell'abitazione di Pellegrino Rosselli fino al giorno della sua morte, il 10 marzo dello stesso anno, quando la polizia del nuovo Regno d'Italia stava nuovamente per arrestarlo. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente, commuovendo l'Italia. Il suo corpo fu imbalsamato dallo scienziato Paolo Gorini, appositamente fatto accorrere da Lodi. Una folla immensa partecipò ai funerali svolti nella città toscana il pomeriggio del 14 marzo, accompagnando il feretro al treno in partenza per Genova, dove [2] venne sepolto al Cimitero monumentale di Staglieno.
« Il corpo a Genova, il nome ai secoli, l'anima all'umanità » (Iscrizione sulla tomba a Staglieno) |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 17:54 |
